Primo rullo del 2015

Mentirei spudoratamente se dicessi che non sono affezionato alle mie macchine fotografiche. Ma non lo dico nel senso di essere tifoso di Canon piuttosto che di Nikon o cose del genere legate ai marchi, è una cosa un po’ diversa: come se ognuna delle macchine che ho rappresentasse un modo per vedere la fotografia, come se ogni macchina si portasse dietro un suo tempo o uno stile, come se costituisse una certa memoria delle cose e me la restituisse in qualche modo.

E’ un discorso un po’ bizzarro, che probabilmente non ha testa né coda, soprattutto considerando che queste qui non sono macchine con cui io ho fatto un percorso o cos’altro, per molto tempo ho scattato solamente con la Yashica Fx3 e 28-50-135, ed è solo con queste cose qui che sono passato da niente a qualcosa.

La mia storia con queste macchine la costruisco postuma, si è una storia un po’ pilotata, fatta con il senno di poi, come se volesse significare ripercorrere un tempo a ritroso. È solo la passione che mi spinge a usarle e a cercarle, proprio come si fa con i giocattoli desiderati a lungo, sarà che le vedevo sulle pagine di Fotografare sognando di poterci scattare, sarà che qualcuna l’ho vista nelle mani del fotografo di una cerimonia in famiglia che ero piccolo e mi è rimasta così impressa che non l’ho più dimenticata, è questo ad esempio il caso dell’ultima arrivata, la Mamiya C330 F.

Ci ho scattato il primo rullo agli inizi di gennaio, a Firenze. Ho fissato la macchina sul cavalletto che non erano nemmeno le sette del mattino e sono andato a fare due passi per il centro storico deserto. Nelle fotografie che scatto di solito cerco sempre prima le persone, per me fare fotografie è anche osservazione privilegiata, ma significa principalmente comunicare e rapportarmi. Nel primo rullo scattato con la Mamiya però non ci sono persone, non sarei stato in grado di fotografarle, dovevo conoscere le macchina, volevo capire come gestirla, l’inquadratura in particolare, visto che con il sei per sei non ho dimestichezza. Ci vuole precisione con questi attrezzi qui, ci vuole attenzione, ci vogliono idee ancora più chiare, l’improvvisazione che già normalmente non porta a uno scatto buono qui non va proprio presa in considerazione. Passare da una macchina che alla bisogna è autotutto ad una obbligatoriamente autoniente e pure poco manegevole ti obbliga a un periodo di prova. Anche tecnica a parte è proprio un discorso di fisicità e di confidenza con l’oggetto che ancora non ho.

Mi piace questa macchina, è solida e abbastanza pesante, bello il click allo scatto e sopratutto il suono dell’avanzamento a leva della pellicola, poi inquadrare dal pozzetto tenendo la macchina bassa, con lo sguardo che si alterna facilmente fra la scena e il vetro smerigliato, tutto questo porta a un concetto di fotografia molto diverso da quello moderno, ha altri tempi, altri ritmi, ha un altro pensiero proprio! Vorrei farci dei ritratti, non troppo stretti intorno al viso del soggetto, magari un po’ decentrati lateralmente, appena possibile voglio farli.

Mam__20150128_0003

Mam__20150128_0006

Mam__20150128_0008

Mam__20150128_0009

Annunci
1 commento
  1. walker ha detto:

    Mamiya e Hasselblad mi affascinano da sempre ma sarebbero davvero sprecate nelle mie mani 🙂

    Saluti,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...