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Archivio mensile:aprile 2015

Ho sempre scattato molto poco nella mia città, Napoli, e fino a che ho finito l’università e ho iniziato a lavorare la frequentavo quotidianamente. Ma ho sempre avuto una sorta di blocco, lo so è una storia un pò da stupidi: essere molto interessati alla fotografia e non andarsene in giro per la città e macchina pronta. È normale per ogni persona a cui la fotografia interessa usare la propria città e i posti che frequenta come primo terreno di gioco, se non fosse solo perché quanto più a portata di mano, ecco il punto, io non l’ho fatto per niente.

Non riesco a spiegarmi precisamente perché sia successo, ha avuto però un certo peso la mia poca faccia tosta per stare lì a fare click in faccia al primo che capita, cosa che però in viaggio ho sempre fatto tranquillamente, da subito, senza difficoltà, ma a casa mia no.

E da un pò che ci penso a questa cosa, ma la voglio affrontare con le idee abbastanza chiare, tanto non ho fretta,  voglio ragionarci con una certa progettualità, anche se questa è una parola che non mi piace molto, e ancora di più da quando è inflazionata-accostata al termine fotografia, tutti fanno fotoprogetti di questo e di quell’altro, poi magari alla fine è quasi tutta fuffa. Io voglio solo dire che voglio ragionare su determinate fotografie da fare, su come affrontare certe situazioni, su come doverle scattare, sviluppare e organizzare. E non le voglio solo fotoprogettare queste fotografie, le voglio proprio scattare e poi stampare.

Ho deciso di ricominciare dal lunedì in Albis, dalla processione dei fujenti alla Madonna dell’Arco, una delle più suggestive e discusse cerimonie religiose del sud Italia, un rito che si perpetua abbastanza uguale a se stesso da cinque secoli, altrettanti ne ha generati di dibattiti, soprattutto rispetto all’opportunità di manifestare la fede in una certa maniera. Diversi i fotografi che l’hanno raccontata  (una cinquantina solo quelli che erano lì ieri!) ci provo anch’io, ci sono andato con con un idea, adesso ho un pò di fotografie su cui ragionare.

Ecco, tutta questa storia per dire che non ci sono andato così, tanto per tirare quattro scatti, ma perché volevo mettermi alla prova.

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